L’EDITORIALE
FORME DEL FUTURO: UNA MODA CHE RISPETTA
La globalizzazione selvaggia di questi ultimi anni non ci lascia in eredità solo il trionfo della finanza a spese della manifattura e la turbodelocalizzazione delle attività produttive alla ricerca dei minori costi di fabbricazione. Per fortuna una rinnovata coscienza civile, soprattutto nelle nuove generazioni, ci consente di guardare al futuro con un moderato ottimismo.
Un futuro per il quale si confida sul fatto che i fattori di competitività sul mercato mondiale, sempre più unico e allargato, possano cambiare aprendo nuovi orizzonti che potrebbero riportare in gioco le società più evolute, in grado anche di contaminare i Paesi dove lo sfruttamento del lavoro è una pratica abituale. Si guarda quindi avanti cercando di porre come obiettivo caratteristiche che in parte nel mondo occidentale democratico sono tradizionalmente acquisite dal mondo della produzione.
Si fa quindi strada l’ipotesi che presto possano tornare in voga fattori di competitività come eccellenza, ricerca, etica e qualità. L’eccellenza non è certamente un problema per il Made in Italy che ne ha sempre fatto la propria bandiera; la ricerca vede sempre più impegnate le aziende a progettare soluzioni innovative sia a livello di processo che di prodotto, guardando con sempre maggiore attenzione all’intelligenza artificiale; la qualità costituisce un elemento indispensabile per l’eccellenza ed è ormai un ingrediente consolidato delle nostre produzioni. Infine c’è l’etica, il principale frutto della rinnovata sensibilità civile, che sta portando sempre più aziende a impegnarsi sul fronte della sicurezza sul lavoro, del rispetto dei contratti e dell’abbattimento dei livelli di impatto ambientale.
Sarà questo l’asso nella manica che ci farà tornare protagonisti sul mercato?
