L’EDITORIALE
LA STORIA DEL SAPER FARE ITALIANO SI PERPETUA NELLA CURA E NEL RECUPERO DELLE SUE VESTIGIA
È la tendenza dell’archeologia industriale moderna, che sostiene il mantenimento della memoria storica di ciò che ha significato l’evoluzione della manifattura italiana non solo per l’economia, ma anche per la cultura del Paese.
Ma non si tratta solo di archeologia: nelle fabbriche, infatti, si moltiplicano iniziative per la creazione di musei aziendali, eventi espositivi e si recuperano spazi della produzione industriale dismessi anche per ospitare nuove iniziative come la Fondazione Pistoletto a Cittadellarte o l’incubatore di imprese innovative SellaLab.
L’industria italiana guarda al futuro con una sempre più accentuata propensione tecnologica e innovativa, ma ha compreso che è importante rispettare il suo passato glorioso che l’ha resa la manifattura più importante e famosa nel mondo.
Nella sua specialissima “Hall of Fame” dovranno sempre trovare posto i grandissimi nomi che l’hanno resa un fenomeno invidiato da tutti, a cominciare da Giorgio Armani, che ci ha lasciato da poco e di cui in questo numero celebriamo la straordinaria capacità di essere stato sempre un protagonista della moda, ma, a livello locale, anche di Luciano Barbera, l’imprenditore biellese considerato per anni “l’uomo più elegante del mondo”, che si racconta e parla del futuro legato soprattutto alle nuove leve di cui si occupa nel Master delle Fibre Nobili.
Perché quella del Made in Italy è una storia che viene da lontano destinata a non finire mai.
