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Novità in uscita


MB76


MADE IN BIELLA nr.76

Comunicazione e competitività

di Paola Greggio

Fino a qualche anno fa, ad ogni appuntamento dedicato alla cultura d’impresa, veniva ripetuto a gran voce da tutti un insistente ritornello che suonava più o meno così: «Chi non comunica non può competere». Era stata scoperta la funzione fondamentale della comunicazione, che, nel mondo globalizzato aveva assunto un ruolo ormai non più rinunciabile. Una volta, nelle imprese di famiglia italiane, il compito di occuparsi della comunicazione (ancora molto artigianale) era affidato al figlio meno dotato per gli affari. Con il passare degli anni questo ruolo è diventato strategico e da esso dipende per gran parte il successo di un’impresa. Progressivamente abbiamo assistito ad un ulteriore scarto in avanti di questo concetto. La velocità del mercato globale richiede, infatti, un flusso d’informazioni sempre più costante, massiccio e puntuale che non riesce più a prescindere dall’uso delle tecnologie più moderne. L’inconveniente, però a questo punto, è costituito dal fatto che la rete è ormai un mare magnum, in cui tutto si mescola e si contamina, con il risultato che nulla riesce più a distinguersi in modo nitido sull’enormità dell’offerta di beni e servizi a livello mondiale. Ciò può ancora funzionare per chi produce beni destinati al consumo di massa con grandi volumi, ma funziona sempre meno per chi invece ha scelto la nicchia del lusso e della qualità per imporre il proprio brand. Torna allora di moda una comunicazione più tradizionale, mirata, qualitativamente migliore, in linea con prodotti che puntano a imporsi per un pubblico selezionato e di alta fascia, grazie anche a valori immateriali intrinseci che costituiscono uno status symbol. E la buona e vecchia carta patinata, le fotografie di grande suggestione, la grafica raffinata e i contenuti degli articoli ben calibrati e piacevoli, tornano ad essere un fattore di comunicazione in linea con la qualità di un prodotto non qualunque. Da “Made in Biella” arriva dunque questa nuova provocazione: il bello e il meglio non possono viaggiare nel rumore di fondo della comunicazione generale che si sparge ogni giorno sul mondo. Tante volte è meglio viaggiare più lentamente, ma su una carrozza sontuosa, che meglio rappresenta la nostra mission industriale.

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